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Lunedì, 11 Aprile 2022 08:23

Visita alla sala consiliare di Rovigno

Noi della I liceo, accompagnati dalla prof.ssa Patrizia Malusà e dal prof. Mauro Bortoletto, il 30 marzo 2022 siamo andati in visita al palazzo comunale della città di Rovigno per vedere la sala consiliare e il suo famoso affresco. 

Appena arrivati il professore Marino Budicin, ci ha raccontato che una volta il comune era collegato con l'edificio di fronte, che fungeva da casa del podestà del tempo. Ogni qualvolta perveniva un nuovo podestà era consuetudine che gli abitanti salutassero con la frase:

Veîva el Pudastà nùvo ca‘l viècio gìra oûn lùvo, cioè viva il Podestà nuovo, poiché il vecchio era un lupo, cioè ironicamente era un mangione.

Ci ha anche detto che l'edificio del comune è stato ristrutturato e rinnovato varie volte dato che è stato costruito per la prima volta attorno al 1300.

Al piano terra c'erano esposti vari stemmi delle famiglie più ricche della città di Rovigno e dei podestà. In seguito, siamo saliti al primo piano nella sala consiliare. Appena entrati si poteva notare una grande tela ad olio. Dall' altra parte della stanza su tutta una parete c'era l'affresco.

L'autore dell'affresco non è conosciuto, ma in alto a destra è rappresentato un angelo che sottobraccio ha una tavoletta con scritto il nome "Enricu". Si pensa sia il nome dell’autore. Probabilmente non era italiano perché a quel tempo in Italia non era presente questo nome, ma era più comune in Germania, Belgio e nei Paesi Bassi.

L'affresco è un tipo di pittura che viene eseguito sulla superficie della parete ancora fresca in modo che il pigmento dei vari colori si assorba nella parete. Per questo motivo le parti danneggiate dell'affresco non si possono restaurare. Al centro dell'opera c'è la Madonna con il Bambino in braccio. A sinistra c'è Santa Eufemia, che si differenzia da Santa Caterina per i caratteristici leoni e la palma del martirio in mano. A destra invece c'è San Giorgio che viene rappresentato con una lancia in mano mentre uccide un drago e con lo scudo che contiene il simbolo della città di Rovigno. Nell' affresco vengono anche rappresentante tre virtù cardinali e una teologale. Nella lunetta in basso a sinistra c'è la virtù della Prudenza, che viene rappresentata come una donna che sia guarda allo specchio. Nella lunetta in basso a destra, invece, c'è la virtù della Carità, rappresentata come una madre che allatta i propri figli. Poco distante a sinistra della Madonna viene rappresentata la virtù della Giustizia, con una spada e una bilancia in mano. A destra c’è la virtù della Temperanza, rappresentata come una donna che versa dell'acqua nel vino. Sotto Santa Eufemia c'è lo stemma del podestà Scipione Benzono mentre sotto San Giorgio c'è lo stemma della città di Rovigno. In alto a sinistra si può vedere lo stemma del doge veneziano Nicolò da Ponte (nello stemma viene rappresentato uno dei ponti di Venezia), mentre in alto a destra c'è lo stemma di Michele Steno.

Dall'altra parte della sala c'è una tela ad olio, su cui viene rappresentata l’opera "Il ratto d’Europa". Una leggenda narra che Giove, innamoratosi della principessa dei Fenici di nome Europa, scende sulla terra sotto forma di un bue bianco. Quando la principessa sale su di esso, lui la porta fino all'Isola di Creta per poi creare una nuova civiltà. In quest'opera viene rappresentata appunto la principessa Europa che sta seduta sul bue bianco che sarebbe Giove. Ci sono anche alcuni angeli e altre donne attorno alla principessa. L'autore dell'opera, che è una copia dell'originale, è Paolo Veronese. La copia che si trova a Rovigno, è una delle copie più belle ed è diversa dall'originale. Nell'opera originale Europa ha il seno scoperto e gli angeli sono rappresentati in modo differente.

Sulla parete destra (dal punto di vista dell’entrata), c’è un antependio ovvero un quadro che veniva posto davanti all’altare in chiesa. Qui viene rappresentata Santa Eufemia a sinistra, con la palma del martirio in mano, con i leoni e con la ruota del martirio. A destra invece viene rappresentato San Giorgio su un cavallo bianco la sua lancia in mano.

Mi è piaciuta molto questa visita, l’ho trovata molto istruttiva e spero che il professor Marino ci porterà presto a visitare il tesoro della chiesa di Santa Eufemia.

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