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La prima parte della serata comprendeva la presentazione di Ezio Giuricin e la lettura dei passi più celebri interpretati da Tullio Svettini dell’unico romanzo scritto dallo Zanini – “Martin Muma”. Il celebre autore rovignese è universalmente riconosciuto come il massimo poeta di lingua istriota, pur essendo il suo romanzo scritto in italiano. La seconda parte, invece, è stata dedicata a Gianclaudio de Angelini, recentemente scomparso e residente a Roma. Donatella Schurzel, con un emozionante insieme di ricordi, Tullio Svettini e Alessio Giuricin con le coinvolgenti interpretazioni delle poesie di de Angelini, hanno reso omaggio al connazionale. Il tutto è stato accompagnato da Giulio Benedetto Uggeri Michelini con un delicato sottofondo musicale.
“Ero bambino ancora, quando mio padre, che aveva un trabaccolo, mi portò a Rovigno. Poi da Orsera, dove spesse volte sono ritornato sempre col trabaccolo di mio padre, per cercare vino, vedevo la tua Sant’Eufemia profilarsi sull’orizzonte di mezzodì. Negli ultimi anni sono stato a Rovigno penso due volte e l’ho trovata un regno degno dell’epopea omerica. È incredibile quanto di Grecia ci sia in quel tuo luogo natale. Io capisco molto bene coloro che non l’hanno potuta abbandonare e capisco che il vostro linguaggio nessun altro in Istria lo parli, perché si tratta veramente di un mondo a sé stante, isolato, lontano da tutti gli altri. E tu sei il cantore di questo mondo assorto in una lontananza che io penso nessuno possa superare.” (citazione tratta da una lettera scritta da Biagio Marin a Ligio Zanini nel 1980)
Giulio Benedetto Uggeri Michelini, IV liceo generale
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