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Dopo il grande successo del debutto a Milano, arriva in Istria la storia di Rudi. Rudi è istriano di padre croato e madre italiana. È nato e cresciuto in una Pola fascista, è diventato adulto in una Pola controllata e amministrata dagli inglesi ed è invecchiato dopo una vita trascorsa nella Jugoslavia di Tito. Rudi non se ne è mai andato dall'Istria, ma tanti ne ha visti partire, sul Toscana, il piroscafo che portava gli
esuli da Pola in Italia. Rudi racconta la sua storia in un italiano che è quello delle genti istriane, con forti cadenze dialettali e all'occorrenza termini croati e sloveni. La sua è una storia rocambolesca, fatta di partigiani e nazisti, veri amici e traditori, bombe e pistole, barche e zanzare, giochi infantili e drammi spietati. Una storia capace di far ridere di cuore e commuovere fino alle lacrime. Intorno a lui altri personaggi, tutti interpretati da Diego Runko in quattro lingue differenti: il giornalista croato Jakov, intento a costruire una fondamentale azione di propaganda; il soldato inglese Winston, interessato solo al calcio; il prete sloveno Don Željko, alle prese con una profonda crisi di fede; il giovane polesano Gildo, intento a pescare con le bombe insieme al suo migliore amico. Italiano, croato, sloveno, inglese e polesano si alternano sul palco per restituire allo spettatore la ricchezza e la musicalità di ogni lingua. Preziosa è stata la collaborazione della pluripremiata poetessa Ester Barlessi che ha tradotto per lo spettacolo le parti in polesano. Dal testo originale di Diego Runko - vincitore in Italia del Concorso Nazionale di Drammaturgia Civile
„Giuseppe Bertolucci” - uno spettacolo intenso, sincero e divertente.

















